ALCUNI PROGETTI DEI CITTADINI

INDICE

  1. Principali punti programmatici emersi da “Lo scrivo io”, il tour del Movimento 5 stelle nei quartieri e nelle frazioni della città
  2. Progetto Grosseto capitale della bioregione della Maremma
  3. Progetto governance del centro storico per la sua valorizzazione e promozione
  4. La collezione Luzzetti e l’ex Cinema Marraccini
  5. Progetto Università telematica partecipata di Grosseto (UNITP)
  6. Progetto Smart City
  7. Progetto Legalità, protezione e convivenza civile

1) Principali punti programmatici emersi da “Lo scrivo io”, il tour del Movimento 5 stelle nei quartieri e nelle frazioni della città

Quartiere Pace

Realizzazione di piste ciclabili sicure e progettate in modo organico
Sistemazione aree degradate e attenzione inquinamento elettromagnetico

Risoluzione problema abusivismo commerciale e parcheggiatori abusivi

 

Quartiere Gorarella

Riorganizzazione dei passaggi ciclabili e pedonali tra il quartiere e il cuore cittadino
Politiche per il ripristino dell’ufficio postale all’interno del centro commerciale
Sistemare gli impianti sportivi pubblici, fruibili da tutti e non privatizzati

Quartiere Barbanella

Rispetto delle norme sull’occupazione del suolo pubblico e rispetto concessioni commerciali
Ripristino asilo zona Rugginosa
Risoluzione allagamento sottopasso Barbanella; migliore gestione rifiuti; manutenzione strade e illuminazione Barbaruta

 

Quartiere centro

Riqualificare il centro storico tramite utilizzo fondi europei
Ritorno della Chelliana a palazzo Mensini
Impegno politico per ottenere la riqualificazione dell’ex Cinema Marraccini

 

Alberese 
Introduzione di un efficiente sistema di raccolta differenziata
Partecipazione della cittadinanza alla gestione dell’Ente parco
Rilancio della pro loco con politiche mirate

 

Braccagni

Introduzione dell’educazione civica nelle scuole
Gestione rifiuti obiettivo zero con cura della differenziata
Depurazione acque reflue non trattate
Rispescia 

Introduzione di un serio circuito di raccolta differenziata porta a porta

Realizzazione pista ciclabile Alberese-Rispescia e integrazione con la ciclabile Collelungo

Sicurezza: pattugliamenti notturni della municipale e introduzione videosorveglianza

 

Roselle

Maggior decoro al centro emergenziale il Poggio

Completamento ciclabile tra Roselle e Grosseto

Riqualificazione terme Leopoldine e riorganizzazione; estensione raccolta differenziata

 

Batignano

Sviluppo turistico della zona

Sistemazione della segnaletica davanti all’asilo

Potenziamento del servizio di trasporto pubblico

 

Marina

Ricreare una vera identità della frazione

Estensione del servizio 118 anche a giugno e settembre

Valorizzazione della Fortezza; arredo urbano; evitare chiusura scuola media

 

Principina

Strade dissestate da riqualificare

Decoro urbano

Coinvolgimento in progetti di attrazione turistica

 

Istia

Messa in sicurezza del paese dalla piena dell’Ombrone

Risoluzione odori nauseabondi Casalecci causati da centrali biomasse

Recupero club canottaggio; ciclabile mai realizzata; segnaletica stradale

 

2) Progetto Grosseto capitale della bioregione della Maremma

Un obiettivo da realizzare  creando reti e servizi che valorizzino i patrimoni ambientali, paesaggistici, produttivi e culturali dell’intero territorio, producendo ricchezza durevole e attrezzando un sistema policentrico e integrato, capace di superare dipendenze e marginalità nelle relazioni con la Toscana e con l’Europa.

Alcune azioni per questo progetto:

abolire le periferie

  • bloccando il consumo di suolo e definendo confini chiari all’urbanizzazione;
  • trattando  ogni frazione come piccola  città, dotata di piazze, funzioni pubbliche, verde pubblico e verde agricolo, identità produttive e culturali;
  • connettendo il sistema policentrico delle frazioni con una rete integrata di mezzi  pubblici e mobilità dolce;

nutrire le città

  • fornendo con prodotti locali e biologici le mense pubbliche delle scuole, uffici, ospedali;
  • attrezzando un grande parco agricolo multifunzionale che circondi il sistema urbano;
  • riorganizzando  i territori della bonifica per produrre cibo di qualità e tipico;
  • attivando mercati locali dei prodotti certificati della pianura, del mare, della collina e della montagna;
  • riqualificando le riviere fluviali in termini ecologici e fruitivi;
  • rilanciando il distretto rurale per sviluppare la filiera agricoltura, artigianato, turismo e cultura, contrastando la proliferazione di zone industriali omologanti, avulse dal territorio e sovente inquinanti;

ripopolare le aree interne

  • valorizzandone i piccoli centri, i beni culturali, i parchi minerari e ambientali, le attività agroforestali;
  • promuovendo un modello di turismo culturale, ambientale, escursionistico in grado di rendere fruibili, in termini di mobilità integrata (riqualificazione ferrovie, rete ciclabile, sentieristica) e ospitalità diffusa, le relazioni fra costa, parchi, colline, montagne;

chiudere i cicli bioregionali del metabolismo urbano a scala territoriale:  delle acque, dei rifiuti, dell’energia, della biodiversità e delle reti ecologiche per riequilibrare i sistemi insediativi con l’ambiente circostante

  • affrontando le criticità gestionali delle riserve naturali, la subsidenza e le  acque salmastre, la pericolosità idraulica, la desertificazione ecologica delle piane di bonifica e dei corridoi ecologici dell’Ombrone e del Bruna;
  • bloccando l’invasività delle urbanizzazioni turistiche della costa;
  • favorendo l’uso collettivo del sistema spiaggia-duna-pineta;
  • progettando un mix energetico di fonti rinnovabili commisurate alle risorse patrimoniali;
  • contrastando l’espansione dello sfruttamento energetico della geotermia ad alta entalpia;

sviluppare forme di impresa innovative, a carattere sociale e cooperativo, richiamando le modalità collettive degli usi civici,  per la gestione dei beni comuni territoriali: agricoltura, turismo, cultura, rigenerazione urbana, recupero dei centri storici;

potenziare forme di partecipazione diretta dei cittadini per la trasformazione condivisa dell’amministrazione locale e attivare un progetto territoriale di bioregione che vada verso forme di autogoverno, valorizzando e potenziando il tessuto associativo del territorio;

far crescere, all’interno del progetto universitario UNITP (successivamente definito), un laboratorio per un nuovo modello di sviluppo che valorizzi le risorse patrimoniali della bioregione,  sia attivando nuove relazioni con il sistema universitario toscano che promuovendo iniziative culturali di interesse europeo e mediterraneo.

– passare dall’amministrazione locale all’autogoverno del municipio, riattribuendo all’ente pubblico locale le sue funzioni storiche di buon governo della città e del territorio. La partecipazione, dei cittadini e dei produttori, fondava collettivamente e con competenza  lo statuto della città e del suo contado. L’autogoverno partecipato era la garanzia di buon governo.

 

3) Progetto governance del centro storico per la sua valorizzazione e promozione

La nostra amministrazione, utilizzando il suo nuovo Modello di governo, organizzerà un tavolo di concertazione tra cittadini, esercenti e associazioni, per definire un vero e proprio “Sistema Centro Storico” in cui i vari attori, relazionandosi in modo flessibile e dinamico e mettendo in risalto le diverse competenze e capacità innovative, elaboreranno in modo partecipato un progetto di rilancio di Grosseto.
Il Centro Storico deve aumentare la sua capacità attrattiva, mediante la valorizzazione delle istanze culturali, storico/artistiche e commerciali; deve uscire dallo stato di “rassegnato” abbandono attraverso le seguenti azioni:

  1. Sostegno e promozione delle eccellenze oli-eno-gastronomiche locali, per esempio attraverso la realizzazione di un nuovo marchio per identificare i ristoratori che utilizzano un’alta percentuale di prodotti dal territorio;
  2. Elaborazione di una sensibile operazione di marketing territoriale a vasta scala con lo scopo di promuovere “l’emozione maremma” che, nell’ambito del centro storico, sia volta a coniugare il “saper fare”, la tradizione artigianale, con il design innovativo e visionario, patrimonio delle nuove generazioni. Si punta ad attrarre nuovi creativi ma si cerca anche di ridurre l’attuale fenomeno della “fuga dei talenti”, che vede i giovani di questa città come protagonisti e vittime al tempo stesso.
    Gli antichi mestieri sono, a tutti gli effetti, una Invariante Strutturale dei luoghi e, come elemento fortemente identitario, devono essere sapientemente tutelati e trasmessi alle generazioni future, anche attraverso una rilettura contemporanea ed innovativa legata al processo tecnologico attualmente in atto (re-design e artigiano digitale). Il Comune, quindi, deve incoraggiare e sostenere tutte le start up ubicate nelle vie più degradate e abbandonate del centro storico, le nuove Botteghe 2.0, perché capaci di restituire al prodotto locale un nuovo rivisitato fascino evocativo. Il design legato al territorio diventa così una importante leva di sviluppo strategico legato alla visione coordinata del turismo maremmano, la creatività invece, diventa fattore essenziale per il suo sviluppo sostenibile.
  3. Il centro storico deve tornare a svolgere un ruolo aggregativo di qualità. Pensiamo all’ideazione di un evento di portata internazionale, assieme ad altri microeventi, che faccia da magnete di attrazione per nuovi flussi turistici. A tal scopo bisogna ricollocare l’ufficio turistico; posizionato centralmente, visibile e facilmente accessibile, esso deve rispecchiare il nuovo modello qualitativo di accoglienza maremmana! Ci serviremo di tecnologie smart per coordinare ed integrare le varie attività, per  calendarizzare gli eventi previsti e attivare processi partecipativi sul web, che consentano ai cittadini di farsi promotori essi stessi di iniziative culturali legate al territorio.
  4. Le mura di Grosseto devono nuovamente svolgere la funzione di parco urbano. Necessitano di una attenta e qualificata progettazione che, partendo dal recupero e risanamento del monumento storico, si spinga verso la valorizzazione delle aree a verde, la tutela della biodiversità, la definizione delle viste panoramiche, degli ingressi e dei percorsi sia pedonali che ciclabili (quale parte integrante di una rete di collegamenti che si estendono dal centro alla periferia fino alle frazioni).
  5. Recuperare il patrimonio storico/architettonico attraverso un progetto finalizzato ad aumentare l’offerta di ospitalità, mediante una operazione di riqualificazione coordinata e qualitativa di appartamenti dislocati in città, al fine di creare l’albergo diffuso del centro storico. Il Comune come ente pubblico, in sinergia con i privati cittadini interessati, definisce l’immagine unitaria del progetto, il logo, la promozione ed i servizi offerti per i turisti (trasporti, guide, attività per bambini, svago, etc…).

 

4) La collezione Luzzetti e l’ex Cinema Marraccini

Pensiamo che questo edificio, simbolo, testimonianza e memoria storica di Grosseto, debba ritornare ad essere patrimonio attivo di questa città. Con la stessa emozione, pensiamo che il Marraccini possa anche essere la giusta sede per la collezione  Luzzetti, costituita da una ricca biblioteca e da numerose opere d’arte firmate anche da Pinturicchio, Della Robbia, Jacopo della Quercia e Giovanni Bellini.

La nostra volontà è quella di trovare un accordo con entrambi i proprietari, affinché l’edificio diventi il fulcro vitale per la promozione artistica e culturale della città, attrazione turistica di qualità e centro di formazione internazionale per i giovani storici dell’arte. A tal scopo, pensiamo debba essere incluso progressivamente anche il percorso delle troniere delle Mura che, in parte,  andrebbe ad arricchire le possibilità organizzative ed espositive del centro ed in parte ad ospitare spazi espositivi tecnologici, multimediali e laboratori del saper fare.

Pensiamo ad una serie di azioni strategiche, che vanno dalla partecipazione a progetti di finanziamento europeo legati alla cultura e ai musei, sino a premi per la valorizzazione della produzione artistica locale ed europea, senza dimenticare forme di azionariato diffuso e crowdfunding.

L’intenzione è quella di candidare in futuro Grosseto a capitale europea della cultura attraverso le seguenti azioni:

  • rafforzare l’identità locale;
  • intensificare la cooperazione attraverso organizzazioni artistiche nazionali;
  • potenziare le arti a livello locale;

 

5) Progetto Università telematica partecipata di Grosseto (UNITP)

Una proposta innovativa: biblioteche del sapere, università con teledidattica e corsi on line supportate da un ventaglio di servizi complementari, laboratori, fab-lab, incubatori di imprese, start-up, sportello informativo del microcredito.

Nell’era di internet non ha ormai più alcun senso pensare di istituire una vera e propria università a Grosseto. La multidisciplinarietà ed il web sono due facce della stessa medaglia. Il web ha messo in luce il pensiero come ostaggio delle singole discipline e gli ha dato una grande opportunità: la conoscenza olistica, quel “meticciato culturale” che sta radicalmente cambiando l’approccio di una persona all’accrescimento culturale e alla formazione in ambito lavorativo.

Grosseto non è mai stata una città universitaria alla “vecchia maniera”. Ha provato a percorrere la strada della sede distaccata, dell’essere satellite dell’ateneo senese: tempo e soldi persi.

Quale futuro ci aspetta? Una attenta amministrazione pubblica cosa dovrebbe fare per i suoi giovani, i suoi neodiplomati e i disoccupati da ricollocare nel mondo del lavoro?

Semplice: offrire servizi. L’amministrazione deve diventare un “Centro servizi al cittadino”.

Istruzione e lavoro non possono più camminare su due binari paralleli, devono incontrarsi e l’amministrazione deve facilitare tutte quelle attività propedeutiche significative per far si che ciò accada.

Alla luce di questi brevi ragionamenti proponiamo un’idea di progetto che li raccolga tutti.

Grosseto deve diventare un punto di riferimento delle università telematiche (teledidattica ed on line). E lo deve fare pensando in modo differente. Sappiamo tutti che la formazione a distanza, attraverso tutta una serie di strumenti che sfruttano le potenzialità del web, sta vivendo momenti di crescita esponenziale. Essa ha molti vantaggi, ma sicuramente un grosso svantaggio: l’assenza della condivisione e del confronto personale,del lavoro di gruppo e del contatto umano con il docente.

Gli studenti quindi saranno messi in condizione di seguire le lezioni on line, oltre che da casa, anche dalle aule di questa struttura perchè dotate di una serie  di facilities: collegamenti internet super veloce, sale multimediali, biblioteche condivise, sia cartacee che digitali, ma anche laboratori di innovazione e sperimentazione, incubatori di imprese, di start up, sportello del microcredito per finanziare le nuove imprese, aree per la proto-tipizzazione rapida con stampanti 3D, e chissà quante altre opportunità.

Pensiamo ad una nuova struttura ecosostenibile, dalle elevate prestazioni energetiche, integrata con il verde urbano, sviluppata con moduli prefabbricati per favorirne la realizzazione a step successivi, seguendo un criterio di ampliamento programmato in base ad una serie di esigenze funzionali.

Pensiamo in particolare di attivare una specifica e specialistica opportunità formativa nelle discipline ambientali, per approfondire le criticità, in tale settore, che il nostro territorio condivide con tutta l’area mediterranea: un Centro di Specializzazione Ambientale del Mediterraneo.

Questo progetto è stato concepito per rispondere alle seguenti emergenze ambientali:

  • il governo dei bacini idrografici e la prevenzione del rischio idrogeologico
  • l’erosione costiera con le sue implicazioni nell’immediato entroterra (cuneo salino)
  • la bonifica dei siti contaminati dalle attività industriali dismesse e non
  • l’impatto dell’attività agricola sullo stato dei suoli e delle falde

A partire dal presupposto che l’ambiente è la prima risorsa maremmana, la sua conservazione e sviluppo richiedono  un approccio autenticamente scientifico e di lungo periodo.

Di conseguenza, obiettivo dell’Amministrazione 5 Stelle deve essere l’individuazione delle competenze utili nei diversi settori, a livello internazionale, piuttosto che fungere da mercato delle baronie regionali, com’è avvenuto finora, con la conseguenza di non aver affrontato seriamente nessuna delle quattro vulnerabilità elencate.

Vogliamo convocare, nel primo anno della nostra Amministrazione, una Conferenza Internazionale sulla Vulnerabilità Territoriale in Ambiente Mediterraneo, che affronti i quattro temi sia dal punto di vista amministrativo che tecnico – scientifico.

La prima iniziativa sarà la riapertura delle relazioni con Agropolis di Montpellier e la ripresa di contatti con la comunità scientifica delle aree costiere del Mediterraneo ad esso collegata.

Nel nostro intento, deve essere il primo passo per avviare una rete stabile di collaborazioni che porti alla fondazione del Centro, per svolgere attività di  formazione, ricerca applicata e assistenza tecnica.

Inoltre, deve essere la base della rete di relazioni necessaria alla partecipazione ai progetti europei, che nel prossimo periodo saranno l’unica fonte di finanziamento di questo genere di attività.

 

6) Progetto Smart City


Smart mobility: è nostra intenzione sensibilizzare e sostenere il cittadino verso l’innovazione sociale legata alla viabilità sostenibile. Pensiamo ad incentivare i percorsi ciclo pedonali cittadini e percorsi ciclabili extraurbani (mare/campagna/frazioni) attraverso aree di interscambio dotate di postazioni bike sharing insieme a sistemi di trasporto pubblico come il multitaxi, pulmini intelligenti etc… Una mobilità intelligente per il Centro Storico e per le aree limitrofe, che permetta di rilevare la posizione dei parcheggi liberi e ristabilisca i criteri di assegnazione dei permessi di accesso e controllo all’interno delle mura, attraverso applicazioni specifiche per smartphone.


Smart enviroment: proporre, in sede di assemblea ATO SUD, l’introduzione dei Cassonetti intelligenti, che comunicano, ad un sistema centrale, la necessità del loro svuotamento. Attivare il telecontrollo dell’Illuminazione pubblica, da sostituire con impianti LED e ottimizzare il risparmio e l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare pubblico. Puntiamo ad una riduzione delle tasse per i cittadini ed un miglioramento globale dell’inquinamento ambientale.


Smart living: rafforzare l’identità storico/culturale del nostro territorio, promuovere “l’emozione maremma” in modo intelligente sul web mediante il ridisegno di percorsi, la mappatura di monumenti, l’indicazione di eventi, tradizioni locali etc…a tal scopo si intende coinvolgere alcune figure professionali come designer, creativi, artisti e operatori di marketing territoriale, attivando bandi e concorsi pubblici o gruppi di lavoro tematici. Vogliamo attivare inoltre processi partecipativi su web, che consentano ai cittadini di farsi promotori di eventi culturali ed iniziative legate al territorio.


Smart people: attivare processi tecnologici di libero confronto tra la popolazione e l’amministrazione. Il cittadino deve essere inserito all’interno di un processo partecipativo, tale da aumentarne sia la consapevolezza che la possibilità di collaborare alle politiche intraprese da questa amministrazione.


Smart economy: introdurre la ricerca e l’innovazione, favorire processi di internazionalizzazione e di condivisione delle conoscenze, ma anche promuovere sinergie tra pubblico, privato ed istituti di ricerca, per ogni settore economico del nostro territorio.

 

7) Progetto Legalità, protezione e convivenza civile

La mancanza di legalità, di sicurezza e civile convivenza sono segnali tra i più evidenti di una società e di una politica disgregate.

 

Attuale scenario

Sulla legalità.

Legalità, etica, trasparenza, integrità, lotta alla corruzione sono entrati prepotentemente nell’agenda politica delle amministrazioni M5S.  È doveroso attribuire una significativa importanza alle suddette questioni in quanto condizionano fortemente i processi di sviluppo e di competitività dell’economia grossetana.

Dall’analisi di numerose ricerche compiute in ambito nazionale e internazionale, è emerso il legame tra i livelli di corruzione e i livelli di sviluppo socio-economico. In termini generali tali effetti negativi sono di due ordini:

  • danni di ordine economico (investimenti, crescita economica, livelli di sviluppo, ecc.);
  • danni di carattere sociale e morale (sfiducia nelle istituzioni, conflitti sociali, diseguaglianza, ecc.)

Diversi interventi hanno ribadito come la corruzione sia fortemente correlata alla qualità dei servizi pubblici. Una scarsa qualità dei servizi, dovuta a inefficienze o carenze organizzative, rappresenta un contesto fortemente favorevole all’emergere dei fenomeni corruttivi. Risulta pertanto necessario realizzare in primis un approccio culturale alla trasparenza e all’integrità, quali strumenti di prevenzione della corruzione, approccio indispensabile per porre basi condivise e omogenee ad un linguaggio etico comune nella pubblica amministrazione.

 

Sulla convivenza civile

Oggi viviamo come se il centro del mondo e della nostra esistenza fosse esclusivamente la nostra sfera individuale, il nostro benessere ed il nostro “avere”. È una regola che difendiamo a spada tratta. Occorre diffondere una cultura diversa, comunitaria, in cui siano centrali l’unione ed il benessere di tutta la società.

 

Sulla protezione e sicurezza.

Il problema della sicurezza urbana, esteso ormai in tutta Europa, si complica maggiormente all’interno dei confini nazionali. L’Italia è in grave ritardo e le misure adottate fino ad oggi sono sbagliate.

Assistiamo ad un progressivo ed inesorabile invecchiamento degli operatori di polizia; ad un grave taglio delle risorse (5 miliardi in 5 anni) e a contratti ormai bloccati da tempo. Anche gli 80 euro di Renzi, dopo il primo anno di “effetto mediatico” sono stati inseriti nel meccanismo delle trattenute, dimezzandone il loro effettivo valore. Indulti ed amnistie sono stati all’ordine del giorno dell’agenda dei governi di centrosinistra ma anche di centrodestra. Ormai la certezza della pena è un miraggio; non potendo più fare amnistie si è alzato il limite delle pene edittali e con questo, Renzi, ha evitato che di fronte ai delinquenti si aprissero le porte del carcere. La polizia locale soffre di una mancanza cronica di risorse e soprattutto ha ingiustamente subito una disparità di trattamento durante il governo Monti (appoggiato dal partito della nazione) quando lo stesso ha tolto diverse tutele ai corpi di polizia municipale. Il governo tenta di far passare dati inesatti, quando dice che i reati sono in diminuzione. Semmai lo fossero, la causa è da ricercare esclusivamente nel fatto che le persone ormai non denunciano più. Per non parlare poi del reato più odiato: il furto d’appartamento che registra un aumento del 600%. Quest’ultimo, dice la criminologia, è paragonato, come percezione, allo stupro e questo la dice lunga sul disagio che vivono i cittadini.

La legislazione italiana è molto indietro a causa della troppa attenzione che si è data all’attore del reato, a discapito di chi lo subisce. Occorre cambiare registro e prendere atto che il quadro normativo attuale non è in grado di sorreggere il ruolo dei nuovi protagonisti della sicurezza come le Regioni, le Provincie e soprattutto i Comuni.

 

Premesse – Una città sicura di sé

La sicurezza dei cittadini è un obiettivo prioritario del programma del M5S poiché la nuova Amministrazione comunale vuole essere garante del patto sociale e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella società nel suo complesso.

I cittadini in collaborazione con le istituzioni democratiche devono sentirsi parte attiva: a garantire la sicurezza non bastano magistratura e forze di pubblica sicurezza, tutti devono partecipare a rendere la città sicura avendo cura di definire con precisione i compiti, i limiti e le competenze di ciascuno.

Sulla sicurezza di una città influiscono l’urbanistica, la mobilità, il welfare e l’assistenza ai disagiati, la cultura della legalità, la costruzione di senso di comunità, l’arredo e il decoro urbano, la presenza di luoghi di aggregazione, il recupero dei luoghi abbandonati a cui restituire una funzione urbana, l’economia e altro ancora. Ecco perchè la futura giunta del M5S non lavorerà a compartimenti stagni come succede sempre nella partitica, ma sarà un team che opererà in sinergia.

Le proposte

SINDACO ESIGENTE E TRASPARENTE

Il sindaco deve farsi valere nel comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ed informare costantemente la cittadinanza sull’operato di tale organo. La trasparenza al primo posto.

 

ASSESSORATO ALLA LEGALITÀ, PROTEZIONE E CONVIVENZA CIVILE

L’amministrazione M5S avrà un assessorato alla legalità, protezione e convivenza civile. L’assessorato uscirà dal suo territorio comunale perchè questi sono temi che devono essere gestiti a livelli più ampi.

 

COORDINAMENTO E CULTURA DELLA SINERGIA

Occorre cambiare il sistema della sicurezza, ci vuole una vera governance, una vera cultura della sinergia tra tutte le forze di polizia.
Rafforzeremo il coordinamento tra forze di polizia e amministrazione comunale, mettendo a disposizione il Comune per risolvere i problemi di carenza di risorse e carenza di organico delle forze dell’ordine.

 

VIGILE DI QUARTIERE ED INCREMENTO AGENTI MUNICIPALE

Sburocratizzazione della polizia municipale ed aumento del personale operativo, soprattutto nelle ore notturne dei fine settimana, quando statisticamente avviene il maggior numero di reati. Ristabiliremo la figura del vigile di quartiere.

 

CONVENZIONE CON L’UNIVERSITÀ DI SIENA

La sicurezza è un sistema complesso e come tale va approcciato con la necessaria competenza. Per questo il Comune di Grosseto a guida M5S firmerà una convenzione con l’Università di Siena – Dipartimento di criminologia e difesa sociale che da anni collabora con tutte le città della Toscana, tranne che la nostra Grosseto.

La convenzione prevede, tra le altre cose, l’utilizzo di un sistema di rilevamento dati con il quale si riesce a creare una “mappa” della sicurezza che è alla base delle azioni da intraprendere successivamente, coinvolgendo tutti gli operatori scientifici.

 

RIDARE UNA FUNZIONE AI NON-LUOGHI

I non-luoghi, i luoghi degradati o non vissuti sono infatti i luoghi dove più alta è la percezione d’insicurezza. Queste sono le aree a cui ridare con priorità una funzione ben precisa all’interno della città. Questo lo si fa coinvolgendo gli abitanti locali nell’individuazione delle soluzioni, favorendo la nascita di una nuova fruizione da parte dei cittadini per il tempo libero, oltre che l’insediamento di attività commerciali o artigianali con importanti sgravi fiscali. Applicare la cosiddetta “Teoria delle finestre rotte” unita alla “tolleranza zero”.

 

VIDEOSORVEGLIANZA

Agevolazioni per la installazione di telecamere all’interno di tutti gli esercizi commerciali presenti nelle aree più soggette a microcriminalità. Molto spesso i primi a soffrire gli abusi sono i titolari di questi esercizi commerciali, sia italiani che stranieri. Questi vanno protetti e vanno coinvolti, in maniera passiva, nella lotta alla microcriminalità. Il sistema di videosorveglianza deve essere di tipo intelligente, smart. Il numero delle telecamere, congruo e soprattutto la collocazione frutto di un piano elaborato da esperti del settore.

 

ABUSIVISMO

Controllo delle licenze per gli esercizi commerciali, in particolare quelli delle zone più a rischio. Le attività in regola devono essere tutelate dalla criminalità, quelle con gravi irregolarità devono essere sanzionate e non diventare zone franche.

 

LOCAZIONI “INVISIBILI”

Azione a tappeto sull’area grigia del sub (a volte anche sub-sub)-affitto in nero di appartamenti in città. Questa pratica consente a chi delinque di rendersi quasi ‘invisibile’ e dunque agevola l’impunità e l’azione criminale, inoltre favorisce lo sfruttamento della prostituzione. Nei condomini di alcune zone della città costituisce una fonte di insicurezza percepita da parte degli altri abitanti dei condomini stessi che non sanno chi abita di fianco a loro.

Un numero verde per ricevere le segnalazioni dei cittadini e il coinvolgimento attivo degli Amministratori di condominio, può aiutare a intervenire per priorità.

 

ILLUMINAZIONE, MOBILITA’ E COINVOLGIMENTO DEI CITTADINI
Adottare un sistema di illuminazione tecnologicamente avanzato e multifunzionale (smart) aumentando i punti luce nelle vie più carenti e favorire la nascita di servizi innovativi di mobilità per i soggetti più deboli, durante le ore serali e notturne; aprire in ogni zona degradata della città uno spazio sociale a disposizione per attività o semplice ritrovo di giovani, associazioni, gruppi di cittadini. In tal modo ci si riappropria della città, senza lasciare zone franche, e tali spazi possono agire anche come presidio di sicurezza. Va attivata la presenza costante, nelle zone più a rischio, di mediatori culturali, riconoscibili dai cittadini, che possano agire assieme ai rappresentanti delle comunità per mitigare situazioni di tensione e per fare da collegamento tra il territorio e le forze dell’ordine; coinvolgere tutti i cittadini nelle segnalazioni attraverso gli smart-phone, per scattare e inviare foto in tempo reale.

 

PROSTITUZIONE E ACCATTONAGGIO

Intensificazione della lotta allo sfruttamento della prostituzione e al racket dell’accattonaggio.

 

MODELLO PREDITTIVO CONTRO I FURTI D’APPARTAMENTO

Determinante per il mantenimento della legalità e la prevenzione del crimine è l’utilizzo di modelli predittivi, utilizzati ormai in molte realtà urbane, che forniscono elementi di valutazione agli operatori di polizia per intervenire nelle zone e nelle fasce orarie più a rischio di nuovi reati, adottando politiche più efficaci.

Alcuni esempi:

  • Nelle aree a rischio (p.es.abitazioni che hanno già subito furti ripetuti) vanno dati incentivi per l’acquisto di sistemi di protezione delle abitazioni: l’utilizzo di serramenti antieffrazione riduce del 25% la probabilità di subire un furto.
  • Attivazione di programmi di “Controllo di Vicinato” che generano una riduzione tra il 16% e il 26% dei reati, soprattutto se inseriti in un più ampio programma di politiche di prevenzione.

 

OSSERVATORIO PER LA SICUREZZA E PATTO DI CITTADINANZA

Il Comune di Grosseto a guida M5S darà vita ad un osservatorio per la sicurezza composto da amministratori, studiosi, operatori della sicurezza e tutti i soggetti interessati a dialogare sul tema (Sinergie inter ed extra-istituzionali), con un direttore scientifico di elevato livello.

Tale Osservatorio ha come finalità la vigilanza e la verifica dell’attuazione del PATTO DI CITTADINANZA, la  valutazione periodica delle procedure poste in atto dal FORUM DI CITTADINANZA per realizzare i valori e le buone pratiche del Patto stesso.

L’organo viene presieduto dal sindaco o da un suo delegato.

Fanno parte dell’OSSERVATORIO: Comandante della Polizia Municipale, rappresentanti del FORUM, Comitato di 5 tecnici ed esperti.

Esso si riunirà con cadenza mensile, almeno 6 volte l’anno, o qualora sia necessario

Presso di esso sarà istituito il REGISTRO dei facenti parte al PATTO. La Segreteria sarà presso il Comune.

 

Il patto di cittadinanza.

Viene sottoscritto da tutti coloro che siano interessati alla crescita ed all’arricchimento culturale e materiale del territorio, non è un contratto, bensì un accordo paritetico tra tutti coloro che sono coinvolti nella vita economica, sociale, civile e culturale, ha una struttura aperta, luogo dove ci si confronta e si dialoga, ci si ascolta e si negozia, rendendosi disponibile ad accogliere nuovi interlocutori che siano in linea con i principi che lo animano.

Proprio perchè è sempre in divenire e sempre pronto a rigenerarsi grazie agli apporti degli attori che interverranno nel suo disegno e conseguente operato, il PATTO sarà rispondente all’ottica della DEMOCRAZIA DIFFUSA e PARTECIPATA. Esso impegnerà tutti i suoi aderenti ad operare, da soli od in sinergia, per le realizzazioni e finalità del PATTO stesso.

Il Comune sarà garante e coordinatore, incoraggiando e supportando tutte le attività riconducibili al PATTO.

 

La cittadinanza.

Il PATTO intende coinvolgere sempre di più il cittadino, come artefice del benessere proprio, dell’ambiente e della collettività, attore principale e non gregario o passivo, importante per le decisioni della collettività e della vita cittadina, inserito in un SISTEMA CITTA’ in continua evoluzione, dove il singolo sia protagonista del mutamento, proprio per coglierne le opportunità con fiducia.

Sistema città.

E’ il territorio cittadino come ECO-SISTEMA, un insieme integrato di tanti fattori che interagiscono tra di loro e definiscono il contesto-ambiente entro cui e tramite il quale si espleta il DIRITTO DI CITTADINANZA. Fanno parte del SISTEMA CITTA’ tutte le stratificazioni culturali attive sul territorio comunale e con esse tutti i cittadini che le realizzano, tutti sono interessati da questa definizione, perchè la crescita è materiale e culturale e ne fanno parte anche gli immigrati, gli studenti ed i visitatori occasionali, oltre ai residenti. Vi è tra tutti questi attori un sistema relazionale tra culture e differenze, tra vissuto e soggettività anche diverse e tutto ciò contribuisce a creare uno spazio fisico e culturale, una dimensione cognitiva più ricca ed aperta.

Tenendo conto di quanto detto, il PATTO vuole attivare un concorso di dinamiche che permettano di costruire una società comunale in TENSIONE POSITIVA, garantendo l’accesso diffuso a diritti ed opportunità e coinvolgendovi tutti, individui ed operatori sul territorio. Sarà questa interconnessione che contribuirà alla crescita del benessere collettivo, all’arricchimento della qualità della vita, rendendone tutti partecipi e beneficiari al tempo stesso.

I valori.

Quali sono i valori che condivideranno gli aderenti al PATTO?

 

L’ambiente – L’HABITAT URBANO non è solo un mero supporto o involucro della vita degli individui che lo abitano, ma il loro” prolungamento naturale”, marcato da conoscenza ed emozionalità, tutto questo ha bisogno di cura ed attenzione e chi meglio del cittadino se ne può occupare, attuando appieno il suo DIRITTO DI CITTADINANZA.

 

Il benessere – Viene inteso come benessere tutta la consapevolezza del proprio equilibrio mente-corpo all’interno di un ambiente.

 

La comunicazione – Dovrà essere applicata una trasparenza di comunicazione attraverso l’accesso ai diversi saperi e pratiche comunicative, oltre all’attuazione di una CAPACITA’ D’ASCOLTO che sia istituzionale e non.

 

La differenza – Saranno ascoltate e tutelate tutte le differenti identità, su basi e su fattori economici, storici, etnici o altro.

 

La partecipazione – Esercizio creativo ed attivo della cittadinanza per far crescere la città anche su valori che ne definiscano una identità pluralistica e ricca di identità non omologate, ma partecipative.

 

La relazionalità – Ogni aderente al PATTO riconosce il protagonismo dei cittadini che decidano di portare il loro apporto,” con priorità della cooperazione sulla competizione”, valorizzando gli apporti ed i supporti rivolti verso gruppi ed individui a bassa contrattualità sociale, dando così inizio a forme di accoglienza .

 

La responsabilità – IL SISTEMA CITTA’ ha bisogno di trasformarsi rispetto alle nuove necessità e domande di singoli e collettività, quindi si dovrà dare un contributo attivo, anche con micro-azioni quotidiane, che saranno incoraggiate con iniziative formative e valorizzate attraverso la comunicazione ed APPOSITE FORME DI GRATIFICAZIONE.

 

Le finalità.

Dovranno essere creati spazi per cittadini disponibili a creare aggregazioni e relazioni con le collettività operanti sul territorio, facilitando incontro e dialogo tra realtà differenti, facilitando la creazione di una società globalizzata e pluralistica, che voglia e faciliti un’affermazione di ulteriore benessere materiale e culturale e che sia di stimolo ad un rafforzamento del senso di cittadinanza e di appartenenza, coinvolgendo anche realtà diverse e soggetti non autoctoni, appartenenti a culture diverse e portatori di valori differenti.

 

Gli obiettivi.

Interazione attraverso tutti i soggetti operanti sul territorio cittadino ( Università, associazioni del volontariato, organismi istituzionali e ONG) al fine di ottimizzare le risorse per il raggiungimento di coesione sociale e contenimento delle marginalità periferiche, create da poca conoscenza della lingua, poca scolarizzazione e contesto abitativo in porzioni appartate del territorio.

 

Regole, metodi e strumenti.

Il Patto può predisporre in itinere regole, metodi e strumenti sempre più adeguati  al raggiungimento dei propri obiettivi, applicherà un esercizio orizzontale di democraticità, riconoscendo pari importanza a posizioni minoritarie o individuali ed assumendo decisioni il più largamente partecipate.

Lo strumento che adotterà sarà il FORUM DI CITTADINANZA che sarà una conferenza aperta a tutti gli aderenti al PATTO ed a tutti coloro che, di volta in volta, siano interessati a farne parte. Si potrà lavorare su più tavoli per definire l’ambito di riflessione, confronto e di intervento, ecco perchè il FORUM può dotarsi di un regolamento flessibile che stabilisca tempi e modi del proprio funzionamento. Da questo lavoro scaturiranno e verranno attivati protocolli ed intese multilaterali per soddisfare le esigenze condivise.

L’Osservatorio permanente per l’attuazione del PATTO sarà istituito ed avrà sede presso il COMUNE.

Il suo ruolo principale è quello di verificare l’attuazione del PATTO DI CITTADINANZA e valutare periodicamente le procedure poste in atto dal FORUM DI CITTADINANZA per realizzare i valori e le buone pratiche del Patto stesso.